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Dettagli Evento
Data 11/24/2009 
Evento 'Classico Festival'
Omaggio a Robert Schumann
Marco Rizzi, violino
Danilo Rossi, viola
Mario Brunello, cello
Andrea Lucchesini, pianoforte CONCERTO Chiesa di San Filippo ore 21,00 
Descrizione 24, 25, 26 novembre 2009
‘Classico Festival’ , Omaggio a Robert Schuman

Marco Rizzi , violino
Danilo Rossi , viola
Mario Brunello, violoncello
Andrea Lucchesini , pianoforte



24 novembre 2009, ore 21,00
Chiesa di San Filippo Neri

Robert Schumann
5 pezzi in stile popolare op.102 per violoncello e pianoforte
Allegro - Adagio,
Non svelto, con un tono recitante
Non troppo veloce - Vigoroso e marcato

Robert Schumann
Märchenbilder op. 113 per viola e pianoforte
Non svelto – Vivace – Presto - Lento

***************

Robert Schumann
Sonata per violino e pianoforte op. 105
Con appassionata espressione – Allegretto - Vivace

W.A. Mozart
Quartetto per pianoforte e archi in sol minore K478
Allegro – Andante - Rondò

La musica da camera, aspetto essenziale della visione poetica di Robert Schumann (Zwickau 8 giugno 1810 – Bonn 29 luglio 1856) e dei musicisti della sua cerchia, per i quali fare musica insieme rappresentava un ideale non solo artistico ma anche spirituale, diventava un incontro di anime e un dialogo dei cuori, in contrapposizione al vuoto intrattenimento dei virtuosi nelle sale da concerto e, in questo senso, si differenzia nettamente dalla scuola classica di Vienna.
Nel periodo in cui Schumann si trasferisce a Düsseldorf per assumere la carica di direttore dei concerti (1850-1853) riprende l’ultima grande fiammata creativa. Nascono la Terza e, la Quarta Sinfonia, il Concerto per violoncello e Orchestra, il Concerto per Violino e Orchestra e le ‘Szenen aus Goethe’s Faust’, che, ancor oggi, viene considerata concordemente la più penetrante interpretazione musicale fra le tante intraprese di quell’arduo testo.
In questo periodo creativo così fervido egli compose una suite di 5 pezzi (Stücke) per violoncello e pianoforte, caratterizzati da un ‘tono popolare’ (Volkston), che non è da intendersi come materiale di facile consumo che attinge alla musica tradizionale, bensì come l’intento di avere una libera narratività rappresentata in 5 quadri sotto forma di polittico. Il primo brano Mit Humor, all’insegna del motto “Vanitas Vanitatum” (Vanità delle vanità), si svolge tra la seriosità ironica e una scanzonata brillantezza, cui segue il lirismo raccolto del secondo brano Langsam (Adagio). Il terzo Nicht schnell, mit viel Ton zu spielen (Non svelto, con un tono molto recitante) è percorso da una vena fantastica e sognante. Il quarto pezzo Nicht zu rasch (Non troppo veloce) ha una parte centrale di tenera cantabilità che porta a una conclusione, nel quinto Stark und markit (Vigoroso e marcato), piena di impeto. La prima esecuzione di questo brano risale al giugno 1850, da parte di Andreas Grabau e Clara Schumann.
La sonata in La minore n.1 op.105 per violino e pianoforte .composta tra il 12 e il 16 settembre 1851, è considerata come uno dei capolavori degli ultimi anni. I tre movimenti che la compongono sono caratterizzati da un flusso creativo forte e vigoroso. Mit leidenschaftlichem Ausdruck (Con appassionata espressione) è la didascalia del primo movimento, cui seguono un ‘Allegretto’dal tono vagamente improvvisativo, grazioso e leggero, ed una terza sezione, Lebhaft (Vivace), portatrice di un’ eccitazione capricciosa ed inquieta.
I Märchenbilder (Quadri fiabeschi) sono quattro pezzi per viola e pianoforte (oppure violino “ad libitum”), composti nel corso del 1851. Ciò che li caratterizza è l’ispirazione che sembra cogliere con maggiore efficacia l’intimo divagare dell’immaginazione poetica, l’estraniarsi puro e disarmato della mente. Si tratta di uno stile compositivo riscontrabile in altre opere dell’ultima fase creativa di Schumann, ma se altrove ciò cade nel manierismo, qui converte il colore tenue ed il canto sommesso e confidenziale in un’atmosfera estatica, toccante, dove il timbro caldo e vellutato della viola agisce in armonia con l’idea. I pezzi Nicht schnell (Non svelto), Lebhaft (Vivace), Rasch (Presto) e Langsam, mit melanchonischem Ausdruck (Lento, con espressione malinconica), furono dedicati a Joseph Wilhelm von Wasielewski, musicista che, tra il ’50 e il ’52, fu suo assistente a Düsseldorf, il quale assieme a Clara Schumann al pianoforte, ne diede la prima esecuzione pubblica nel 1853.

Tra il 1784 e il 1786, W. A. Mozart (Salisburgo 27 gennaio 1756 – Vienna 5 dicembre 1791) scopre le grandi possibilità del suono del pianoforte; difatti sono di questo periodo i meravigliosi Concerti per pianoforte e orchestra, il Quintetto per pianoforte e fiati e i due Quartetti per pianoforte e archi (K 478 e K 493).
Più vicini ai concerti che ai quartetti per archi, questi ultimi formano un gruppo a sé stante nella produzione strumentale mozartiana: sono costituiti da tre tempi e l’ultimo movimento è sempre un Rondò.
Composto a Vienna nel 1785, il Quartetto in Sol minore K 478 è un esperimento musicale di indiscusso successo dove si osserva una fusione fra la dimensione cameristica per il quartetto d’archi e il virtuosismo del concerto per pianoforte, sulla via della definitiva rottura con le più elementari convenzioni della galanteria. Oltre ad ispirarsi ad Haydn, all’epoca massimo compositore del genere, presenta un forte respiro sinfonico ed un tono dolente e appassionato, che lo avvicina ad altre composizioni nella medesima tonalità come la famosa Sinfonia n.40 K 550. L’evolversi dei tre tempi presenta un graduale sviluppo emotivo, che si risolve nella tonalità maggiore del Rondò finale, dove non manca materia per un’anticipazione dei futuri concerti beethoveniani.



 
Luogo Chiesa di San Filippo Neri, Via Giorgina Saffi, Forlì
ore 21,00
 
Immagine  
Quota di partecipazione ingresso intero € 15,00, ridotto € 13,00 ( fino a 25 anni ed oltre 65), Cleb Giovani € 6,00 ( per i titolari della tessera) soci Forlì per Verdi € 6,00, soci Amici dell'Arte € 1,00 
Altre informazioni su  
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Orari di apertura: Martedì 15.00-17.00 - Sabato 9.30-11.30
 
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