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Dettagli Evento
Data 11/26/2009 
Evento 'Classico Festival'
Omaggio a Robert Schumann
Marco Rizzi, violino
Danilo Rossi,viola
Mario Brunello, cello
Andrea Lucchesini, pianoforte CONCERTO - Teatro Diego Fabbri 
Descrizione 24, 25, 26 novembre 2009
‘Classico Festival’ , Omaggio a Robert Schumann

Mario Brunello , violoncello
Andrea Lucchesini , pianoforte
Marco Rizzi , violino
Danilo Rossi , viola

Johannes Brahms
Quartetto per pianoforte e archi op.25
Allegro – Intermezzo con brio
Andante – Rondò alla zingarese

Robert Schumann
Quartetto per pianoforte e archi op. 47
Sostenuto assai , Allegro ma non troppo
Scherzo , molto vivace - Andante cantabile - Finale. Vivace

Il Quartetto in Sol minore op. 25 per pianoforte ed archi, scritto quando Johannes Bramhs (Amburgo 7 maggio 1833 – Vienna 3 aprile 1897) non era ancora trentenne, è il primo dei tre concepiti per l’organico di violino, viola, violoncello e pianoforte.
Come di consueto, il musicista tedesco compose la sua opera con lentezza, dovuta ad un instancabile lavoro di revisione e di limatura e nel 1861 venne presentato ufficialmente in un’esecuzione pubblica che riscosse immediato successo, nonostante le critiche dell’amico violinista Joachim.
La scelta di un organico con il pianoforte e i tre archi, a quei tempi non più tanto in voga, testimonia un riallacciamento al XVIII secolo, allo stile di Mozart, che era stato uno degli ultimi musicisti ad adoperare quel gruppo strumentale per alcuni capolavori (si ricordi il K478). Brahms ne amplia la tradizionale architettura in tre movimenti: apre la composizione un Allegro, seguito da un Intermezzo con Trio venato di malinconia che sembra prendere il posto del consueto tempo lento, mentre l’ Andante risulta più vigoroso e sbalzato. Chiude il cerchio il Rondò alla zingarese, un finale scatenato, scintillante e virtuosistico, che rimanda alla improvvisazione della musica zigana. Grazie all’impronta sinfonica e all’immediatezza comunicativa che si trovano in questo quartetto, Schönberg, 80 anni più tardi, lo riprese, trascrivendolo per Orchestra in fedelissimo stile brahmsiano, tanto che lo soprannominò…la “Quinta sinfonia” di Brahms.

Scrive Clara Weick Schumann nel suo diario: “Alla sera abbiamo suonato per la prima volta a casa nostra il Quartetto in Mi bemolle maggiore di Robert e ancora una volta sono rimasta incantata da questa opera così fresca e giovanile, come se fosse il primo tentativo di un compositore agli esordi…”.
Dal punto di vista gerarchico, l’introduzione dello strumento a tastiera in un gruppo di archi, provocava uno scadimento d’importanza; infatti l’organico per eccellenza era costituito da due violini, una viola e un violoncello, cioè quello del quartetto i cui esempi sommi del passato (Haydn, Mozart e Beethoven) e del presente (Mendelssohn), erano sempre ben evidenti a Schumann (Zwickau 8 giugno1810 – Bonn 29 luglio 1856).
Dopo i tre Quartetti op.41, nel 1842 nasce il Quartetto per pianoforte e archi op.47 che vede i quattro protagonisti fusi in un unico discorso musicale senza gerarchie, senza preferenze per nessuno e senza che il pianoforte – che l’autore immaginò suonato dalla sua amatissima e da poco tempo moglie Clara Weick – corra il pericolo di diventare un solista accompagnato dagli archi, né tantomeno che rimanga relegato alla base armonica.
Mentre nel Primo movimento si possono trovare reminescenze di altre pagine dell’autore, l’ Andante è un omaggio molto ispirato a Beethoven ed il Finale, di originale concezione, vede il tema principale sempre più esposto ad una bruciante melanconia.


 
Luogo Teatro Diego Fabbri, C.so Diaz 47 Forlì
ore 21,00 
Immagine  
Quota di partecipazione ingresso intero € 15,00, ridotto € 13,00 ( fino a 25 anni ed oltre 65), Club Giovani € 6,00 ( per i titolari della tessera), soci Forlì per Verdi € 6,00, soci Amici dell'Arte € 1,00 
Altre informazioni su  
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Tel. 0543-62821 - Fax. 0543-62006
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Orari di apertura: Martedì 15.00-17.00 - Sabato 9.30-11.30
 
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