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Dettagli Evento
Data 3/14/2010 
Evento QUARTETTO BENNEWITZ
Jiri Nemecek violino
Stepan Jezek violino
Jiri Pinkas viola
Stepan Dolezal violoncello
Musiche di Mozart, Webern, Janacek  
Descrizione 14 marzo 2010, ore 21,00 - Teatro Diego Fabbri
QUARTETTO BENNEWITZ
Musiche di W.A. Mozart, Anton Webern, Leos Janacek
Giovane è anche il Quartetto Bennewitz, uno dei più famosi ensemble da camera della Repubblica Ceca. Premi prestigiosi hanno punteggiato gli undici anni della sua storia: da quelli ottenuti in patria al National Presentation Concerts Award di Amsterdam nel 2004, ai premi speciali dell’ARD Competition a Monaco, in Germania; alla Medaglia d’Oro al Concorso Internazionale di Musica da Camera di Osaka e nel giugno 2008 il primo premio al Concorso per quartetti d’archi “Paolo Borciani” di Reggio Emilia. Dopo composizioni di Mozart e di Webern, il Bennewitz eseguirà una delle pagine più congeniali alla sua sensibilità: il Quartetto n.2 Lettere intime di Janácek.


Il Quartetto K 465 n.19 in Do maggiore è l’ultimo dei sei quartetti d’archi che Wolfgang Amadeus Mozart ( Salisburgo, 27 gennaio 1756 – Vienna, 5 dicembre 1791 ) dedicò al collega Joseph Haydn. Durante la prima rappresentazione di quest’opera, egli ebbe a dire al padre dell’autore, Leopold Mozart: “…io vi dico di fronte a Dio, da uomo sincero, che vostro figlio è il più grande compositore che io conosca di nome e di persona. Ha gusto e possiede al sommo grado l’arte del comporre…” .
Le prime ventidue battute di questo quartetto, soprattutto la seconda e la sesta, hanno fatto discutere generazioni di musicofili, poiché vi sono presenti note che assieme formano accordi troppo all’avanguardia per l’epoca. Ecco perché, in seguito, al brano venne posto l’appellativo di “Quartetto delle dissonanze”.
Il primo movimento, Allegro, si apre con una melodia molto lenta che, attraverso un intenso cromatismo, conduce ad un tempo più sostenuto; è come se dall’oscurità si passasse ad una luce sfavillante. L’Andante cantabile è melanconico, scritto con incredibile sensibilità ed intensità; attraverso il secondo violino (al quale è affidata una parte bellissima) e a seguire gli altri strumenti, tocca punte di drammaticità. Probabilmente è il movimento più espressivo che Mozart abbia mai composto per quartetto d’archi. Il Minuetto si apre con grazia e decisione e verrà ripreso nel Trio, in forma abbreviata, come conclusione del movimento. L’ultimo tempo, Allegro molto, si conforma in una grande alternanza di modi espressivi. E’ nella classica forma del rondò: rapido e molto scorrevole. E’ ritenuto un finale perfettamente adatto alla struttura di tutto il quartetto.
Celebri, per i violinisti, sono i due passi nei quali al primo violino viene richiesta una coordinazione ed una pulizia di suono senza pari.

Una delle principali caratteristiche delle composizioni di Anton Webern ( Vienna, 3 dicembre 1883 – Salisburgo, 15 settembre 1945) è la brevità. Ne sono un esempio le 6 Bagatelles per quartetto d’archi op.9, costituite da sole 57 battute. La durata è inferiore ai quattro minuti. Sono tutti brani atonali scritti usando il metodo dodecafonico. Il suono che ne scaturisce è scarno, scarso; è come se l’autore avesse voluto ridurre all’osso la melodia.
L’opera dovette attendere una decade prima di essere rappresentata nel luglio 1924 a Donauerschingen, in Germania.

Composto nel 1928, il Quartetto n. 2 di Leoš Janáček ( Hukvaldy, 3 luglio 1854 – Ostrava, 12 agosto 1928) è sottotitolato Lettere intime, chiaro riferimento alla lunga amicizia/innamoramento con Kamilia Stössolová, donna sposata e molto più giovane dell’autore. Il brano traduce musicalmente il percorso degli eventi, ricordandoci nello spirito il “ Frauenliebe und -leben” schumanniano. All’interno di esso la viola assume un ruolo quasi predominante, poiché questo strumento, questo suono, doveva rappresentare Kamilia. Osservando la partitura sembra che il compositore avesse scritto la parte per la viola d’amore, ma dal punto di vista tecnico può essere eseguita solo con la viola tradizionale.
Il quartetto risale agli ultimi giorni del musicista che scomparve nell’agosto 1928; venne rappresentato per la prima volta a Brno l’11 settembre dello stesso anno.
 
Luogo Teatro Diego Fabbri, Corso Diaz 47 Forlì
ORE 21,00
 
Immagine  
Quota di partecipazione ingresso intero € 15,00; ridotto € 13,00 (fino a 25 anni e oltre 65); ridotto Club Giovani € 6,00 (per i titolari della tessera gratuita);ridotto Università € 6,00; ridotto soci 'Forlì per Verdi' € 6,00.
Prevendita dal 7 gennaio presso il Tetro Fabbri. 
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Orari di apertura: Martedì 15.00-17.00 - Sabato 9.30-11.30
 
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