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Dettagli Evento
Data 3/20/2010 
Evento Prove aperte dell'Orchestra Mozart 
Descrizione Ci è offerta la possibilità di partecipare al Teatro Manzoni di Bologna ( Via de' Monari 1/2 ) alla prova aperta dell'Orchestra Mozart diretta Diego Matheuz, Direttore ospite principale dell'Orchestra, Sabato 20 Marzo alle ore 11,00.

Il costo previsto è di € 5,00 per i soci e di € 8,00 per gli amici. Il viaggio è autonomo.
I biglietti verranno distribuiti direttamente davanti al Teatro Manzoni prima del concerto alle ore 10,30.

Sabato 20 marzo
Bologna, Teatro Manzoni
11.00 Prova Generale
Orchestra Mozart
Diego Matheuz direttore
Angelica Olivo violino

SERGEJ PROKOF’EV
Sinfonia n. 1 in Re maggiore op. 25 “Classica”
FELIX MENDELSSOHN
Concerto per violino in Mi minore op. 64 - Sinfonia n. 3 in La minore op. 56 “Scozzese”Castillo. Diego Matheuz, il piccolo Abbado
Il "colpevole", ancora una volta, è Claudio Abbado. Che gli ha dato una grande iniezione di fiducia e lo ha convinto che il suo mestiere sarebbe stato quello di direttore d’orchestra. Abbado al quale oggi Diego Matheuz può dare del tu chiamandolo collega. «Era il 2003. Avevo 18 anni e suonavo il violino nelle file dell’Orchestra giovanile del Venezuela Simon Bolivar. Eravamo in tournée a Siviglia e durante una prova Claudio mi mise in mano la sua bacchetta: "Forza", mi disse. Sul leggio c’era la Quarta sinfonia di Cajkovskij». La storia del venticinquenne venezuelano ricorda molto quella di un altro giovane talento del podio, Gustavo Dudamel. Entrambi cresciuti alla scuola del Sistema musicale inventato da José Antonio Abreu per strappare i giovani dalla strada, entrambi scoperti da Abbado.

«Fu un’emozione indescrivibile impugnare la bacchetta davanti a quello che è sempre stato un mio modello» racconta Matheuz che, però, ha debuttato come direttore solo poco tempo fa. «Dopo l’episodio di Siviglia continuai a suonare il violino sino a quando nel 2005 Abreu, senza lasciarmi scelta, mi disse: "Da domani inizi le lezioni di direzione d’orchestra"» ricorda Matheuz andando poi con la mente al suo primo incontro con il Sistema che, spiega, «mi ha insegnato che per essere un bravo musicista occorre studiare e lavorare sodo, ma soprattutto affrontare con amore ciò che si fa».
La folgorazione è invece del 1993: «Avevo 9 anni e mio padre mi portò a sentire un concerto nel Conservatorio della mia città, Barquisimeto: sul palco c’era proprio una delle tante orchestre giovanili del nostro paese e vedendo l’entusiasmo di quei ragazzi ho deciso che anch’io avrei fatto il musicista».

Matheuz a 15 anni si trasferisce a Caracas dove studia musica. «La grande musica europea, in particolare. Sono cresciuto ascoltando Mozart e Beethoven – spiega – e quando ho iniziato a studiare ho avuto sul leggio partiture di Rossini, Mendelssohn, Cajkovskij. Perché il sistema Abreu, a differenza di quel che avviene in Europa dove prima c’è la teoria e poi la pratica, mette da subito uno strumento in mano ai ragazzi e li fa sedere in orchestra per imparare la disciplina del fare musica insieme» racconta Matheuz cresciuto in una famiglia di musicisti. «Anche le mie due sorelle suonano, una è violinista e una è flautista e un giorno, perché no, mi piacerebbe poterle dirigere» dice sorridendo il giovane direttore che, oltre ad Abbado (dal quale ha preso a prestito il vezzo di salire sul podio con la bacchetta nascosta nella manica della camicia), indica come modelli Simon Rattle e Daniel Barenboim, ma anche grandi di ieri come Herbert von Karajan.

«Appena posso scappo a Caracas, ma ormai la mia casa è tutta in una valigia, sempre pronta per viaggiare da una parte all’altra del mondo» spiega, confessando poi «di essere appassionato di musica rock, di lanciarsi spesso in pista al ritmo di salsa – perché in Venezuela ogni ragazzo deve saper ballare – e di seguire assiduamente il baseball che da noi è lo sport nazionale». E a proposito della sua terra natale Matheuz ammette «il mio non è un paese tranquillo, ci sono molti problemi di sicurezza ed è ancora pericoloso girare per le strade» dice ricordando anche rapimenti e omicidi perpetrati a danno di italiani: «episodi che mi hanno messo molta tristezza e mi hanno addolorato. Il mio desiderio è che si possano fare dei passi avanti, che la politica faccia qualcosa di concreto, ma che anche la musica, diffusa tra i giovani, insegni che quello della violenza non è l’unico linguaggio possibile». Del criticatissimo presidente Chavez, non parla. Non si capisce se per prudenza o per convenienza. A meno che non si voglia dare un valore più completo alla sua dichiarazione: «Il mio non è un Paese tranquillo».

ANGELICA OLIVO
Nata nel 1992, incomincia gli studi di violin nel 2002 presso il Conservatorio "Vicente Emilio Sojo" della città di Barquisimeto (Venezuela) con Francisco Díaz. Dopo soli sei mesi di studio interpreta il Concerto n. 5 di Seitz per violino e pianoforte nell'ambito del Festival dei Giovani Violinisti, e l'anno seguente è impegnata come solista con l'Orquesta de Cámara dell'Università Lisandro Alvarado, interpretando il Concerto in Mi maggiore di Johann Sebastian Bach.
Nel 2004 si esibisce al IV Festival "Beethoven" con la Orquesta Sinfónica de Lara e il direttore Tarcisio Barreto nella Romanza n. 2, presso il Teatro Teresa Carreño di Caracas. Quindi nel 2005, nuovamente al Festival dei Giovani Violinisti tenutosi a Barquisimeto, interpreta il Concerto di Bruch, accompagnata sempre dall'Orquesta Sinfónica de Lara.
A partire dal 2004, entra nell'Accademia violinistica Latino-Americana sotto la tutela di José Francisco del Castillo. Ha frequerntato masterclass con Antonio Pérez Ruiz, Marylou Speaker-Churchill, Felicitas Hoffmeister, Roberto Valdéz, Sophia Vilker, Francesco Manara, Ivry Gitlis e Salvatore Accardo.
Nel giugno del 2006 interpreta il Concerto n. 3 di Saint-Säens con la Sinfónica de la Juventud Venezolana Simón Bolívar e il direttore Gustavo Dudamel. Nel medesimo anno ha condiviso la scena con Maurice Hasson interpretando il Concerto in La minore per due violini, archi e cembalo di Vivaldi, con l'Orquesta Sinfónica de Lara.
Nel 2007 entra a far parte della Sinfónica Juvenil Teresa Carreño, e participa come solista interpretando il Concerto in Fa maggiore per tre violini di Telemann, diretta da Nicholas Kraemer con la Orquesta Barroca. Nel dicembre dello stesso anno interpreta il Concerto in Re minore di Sibelius, accompagnata dalla Sinfónica de la Juventud Venezolana Simón Bolívar con la direzione di Diego Matheuz; nel 2008 viene invitata a participare al Festival dei giovani violinisti "Ecuador-Venezuela", accompagnata dall'Orquesta Filarmónica dell'Ecuador e la direzione di Patricio Aizaga nella città di Quito, interpretando ancora una volta il Concerto di Sibelius.
Nel mese di febbraio dell'anno in corso, Angelica Olivo ha interpretato il Concerto n. 1 di Prokof'ev con il direttore Claudio Abbado e la Sinfónica Juvenil Teresa Carreño presso il Centro de Acción Social por la Música de Caracas. Più recentemente ha eseguito il Concerto in Re maggiore di Brahms, insieme alla Sinfónica de la Juventud Venezolana Simón Bolívar e il direttore Alfredo Rugeles.
Angelica Olivo prende inoltre regolarmente parte alle attività della Sinfónica de la Juventud Venezolana Simón Bolívar, tra i violini primi, partecipando tra l'altro alla tournée del 2008 che ha toccato le sale da concerto più prestigiose d'Europa e Asia.












 
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